Di segni e di simboli

Anche se quando l'ho visto ho cercato di ignorarlo e fingere composta indifferenza, ho subito capito che sarebbe venuto con me. Il blog era online da un giorno appena, e io cosa mi trovo davanti agli occhi? un pendente con un giovane drago al centro e altri due (adulti e stagionati, questi) a far da cornice. Ditemi, non é bellissimo? Ho giustificato a me stessa l'acquisto dicendomi che, trattandosi evidentemente d'un segno di buon auspicio per il blog fresco di editing, non potevo tirarmi indietro, e fiera della mia genialità di pensiero ho subitaneamente istituito un fondo speciale per i Rituali d'Inizio e vi ho attinto gli eurini per diventare la nuova proprietaria di questo disco BI.

Che? Ma non era un ciondolo?Non proprio, non solo. Questi manufatti in giada, di forma rotonda, piatti e forati nel mezzo, si ritrovano in ogni epoca nella storia cinese. Anticamente rappresentavano il Cielo e il Sole, venivano utilizzati dagli sciamani per scopi rituali. Poi vennero impiegati nelle cerimonie funebri, come strumenti astronomici, fino a diventare semplici oggetti profani e artistici a decorazione degli abiti.

Per me, l'anello dei Tre Draghi(così é stato ribattezzato) é il sigillo di un incontro, un segno di benvenuto, il modo che i Draghi Blu hanno scelto per ringraziarmi d'avergli dedicato questo spazio, per farmi sapere che gli sono simpatica e che mi tengono d'occhio, che guidano i miei passi e li incoraggiano.

Immagino tutto questo e sorrido alla negoziante. Mi consegna il ciondolo in un sacchetto di stoffa rossa. Ora manca solo un bel nastro per indossarlo.

"Perché, per i cinesi, i dischi di giada vanno accarezzati e ascoltati facendoli tintinnare, e non solo ammirati. Devono coinvolgere la vista, l'udito e il tatto."  (tuttocina.it)

La foto qui sopra é di Diego Rinaldi, così come questa versione su carta del draghetto centrale: